IL TAMBURO DI LATTA

In un piccolo paese del Nord Europa, viveva un bambino di nome Sam.

Sam non era un bambino come gli altri: possedeva una voce talmente acuta che era in grado di distruggere in mille pezzi qualsiasi oggetto lui volesse ed era anche capace di controllare questa sua dote così particolare.

Amava mettersi in mostra: ogni occasione era buona per esibirsi in piazza davanti agli abitanti del paese che, anche se terrorizzati al pensiero che qualche loro bene personale potesse finire in frantumi, donavano soldi e lo applaudivano fragorosamente.

Un giorno, Sam si recò alla fiera di Natale in centro città per cercare qualcosa da distruggere.  Si imbatté in un banchetto pieno di cianfrusaglie impolverate, gestito da un vecchio signore.

Si fermò per scegliere qualcosa quando un oggetto catturò in particolar modo la sua attenzione: un tamburello di latta ammaccato che sembrava risplendere alla luce del sole.  Subito chiese al vecchio: – Quanto costa questo?- e lui rispose:- Te lo regalo, piccolo. Sono sicuro che per te sarà difficile distruggerlo-.

Sam non capì come mai quel vecchietto, venuto da chissà dove, conoscesse lo scopo dell’acquisto di quel tamburello, e tanto meno come mai sapesse del suo “dono”.   Decise allora di allontanarsi il più velocemente possibile da quel vecchio signore inquietante.

Quel pomeriggio, quando i venditori ambulanti sbaraccarono, Sam si sistemò al centro della piazza per distruggere il tamburello, circondato da una numerosa folla.

Tutti i presenti trattenevano il fiato.  Alcuni si erano sistemati perfino dei paraorecchie.

Finalmente Sam, chiuse gli occhi per concentrarsi ed emise un suono acuto e prolungato, uno dei migliori!

Quando li riaprì, il tamburo era ancora lì, del tutto intatto.

“Forse non mi sono concentrato abbastanza” pensò. Nel frattempo, gli spettatori avevano assunto un’espressione perplessa e alcuni, delusi, se ne erano andati.

Allora riprovò.  Zero risultati.   Tentò ancora, e ancora, ma lo strumento musicale non si decideva a frantumarsi.  Ormai quasi tutti i presenti erano tornati a casa e quelli rimasti avevano cominciato a deriderlo.

Fu la goccia che fece traboccare il vaso.  Sam diede un calcio con tutte le sue forze al tamburo.  Quello emise un suono, simile alla sua voce, ma molto più potente e acuto.  Sam non resistette e svenne.

Quando si risvegliò, scoprì con grande meraviglia che nessuno ricordava la sua figuraccia e cominciò a pensare che fosse stato tutto un sogno, anzi un incubo, fino a quando non si imbatté nel vecchio mercante che rideva…

Benedetta Genovese