Ciò che ho fatto rimarrà nella storia

E’ l’anno 1600, sono al teatro Globe, costruito appena un anno fa e lo spettacolo del drammaturgo da me più stimato sta per iniziare. Mi piace sentire il calore delle candele, osservare le pareti decorate ed ascoltare i sospiri pieni di curiosità ed ansia da parte della folla.

I sipari si aprono ed un ragazzo alto e magro annuncia in tono solenne :-Signore, signori e amata regina, quest’oggi ho l’onore di presentarvi “La tempesta” di William Shakespeare, opera basata sul naufragio dei re italiani del ducato di Milano e del regno di Napoli su un’isola “magica”.

Ho un tuffo al cuore e all’improvviso mi tornano in mente le grandi navi spagnole che dodici anni fa, nel 1588, minacciarono la nostra Inghilterra. Mi sento vecchia, molto vecchia, ed una valanga di ricordi mi assale, facendo distogliere l’attenzione dallo spettacolo.

Tutto iniziò quando decisi di sostenere i corsari, uomini che depredavano navi soprattutto spagnole per volere dello Stato; come tremavano le mie mani mentre firmavo la mia prima lettera di corsa! Ero così emozionata. Da quel giorno i miei corsari iniziarono ad attaccare i galeoni spagnoli che tornavano ricchi d’argento dalle Americhe del sud, mentre noi esploravamo l’America Settentrionale, fredda e, a quanto pare, molto grande.

Filippo II era sempre più arrabbiato e non riusciva a capire da dove questi “pirati” provenissero.

Purtroppo, un giorno, lo scoprì: avevano catturato un nostro corsaro e lui aveva detto loro tutto. Maledizione! Quando venimmo al corrente che ci sarebbe stato un attacco da parte degli spagnoli, ci preparammo con circa 50 navi da combattimento.

Ero preoccupatissima per il mio regno e quando in quella grigia mattinata del 1588 le navi spagnole si presentarono, alte, imponenti e circa il doppio delle nostre, il panico mi assalì ed una tempesta si abbatté sull’Inghilterra.

Per giorni, settimane, non seppi nulla dell’esito finale. Solo quando i miei due corsari fidati, Francis Drake e John Hawkings mi informarono, splendenti di gioia, che gli spagnoli si erano ritirati e che metà di loro era morta a causa della tempesta, il mio terrore svanì, sostituito da una gioia incontrollabile. Tutte le campane suonarono a festa ed i miei sudditi cantarono e ballarono tutto il giorno: avevamo anche ottenuto la supremazia sui mari.

Dopo la sconfitta, venni a sapere che Madrid si era gravemente indebolita, anche grazie ad un rovescio militare da parte dei Paesi Bassi nel 1576, stanchi dei soprusi spagnoli e dell’intolleranza religiosa da parte di Filippo, che fu repressa nel sangue ma che portò ad una guerra ancora oggi in corso,oltre alla separazione dei Paesi Bassi in Province Unite,nord protestante,e Belgio,sud cattolico.

L’intolleranza religiosa,eh?Devo dire che non ho sbagliato quando nel 1558 salii al trono,ad instaurare la dottrina anglicana ma a mantenere la tolleranza nei confronti delle altre,dopo tutti gli omicidi commessi dalla mia sorellastra Maria I,eseguiti con lo scopo di restaurare il cattolicesimo;non mi meraviglio che si sia sposata con Filippo II.(Per non parlare delle sanguinose guerre intestine avvenute in Francia tra cattolici ed ugonotti,placata due anni fa con l’editto di Nantes che garantiva la libertà di culto emanato da un uomo,a parer mio,molto intelligente:Enrico IV.)

Ora sono morti entrambe, come punizione,l’una il 1558 e l’altro quaranta anni dopo .Quando fui nominata regina d’Inghilterra stavo quasi per svenire: io,la figlia illegittima di Enrico VIII e Anna Bolena, nata nel 1533,che ero stata isolata appena nata n un’ala del castello per anni e poi l potere spettava a mia cugina Maria Stuart, regina scozzese .Ripenso alla sua morte ed una fitta di dolore mi attraversa il corpo.

Quegli anni trascorsi nelle stanze silenziose del castello avevano fatto di me una donna determinata, colta e, soprattutto, ostinata a non sposarsi .Così, quando salii al potere, decisi di rivoluzionare il mio regno, come ne era stato della mia vita.

Feci continuare le esplorazioni nel Nord America, per contrastare le esplorazioni nell’America del Sud da parte di Filippo, tanto vanitoso e superbo da dare il suo nome ad un territorio appena conquistato: le Filippine.

Feci sviluppare e migliorare l’allevamento bovino e l’industria tessile: erano importantissimi per tutta l’Europa. Diedi inizio ai commerci con i Paesi Bassi, la Scandinavia e la Russia, stati che trovai molto interessanti sia dal punto di vista economico che culturale.

Tutti mi acclamavano e l’Inghilterra era diventata il più potente stato europeo ma … mi sentivo sola senza un compagno al mio fianco .Non volevo sposarmi, amavo già il mio regno, ma desideravo attirare l’attenzione del meraviglioso Dudley, conte del Lienchester ,ma per fortuna riuscii a combattere la tentazione.

Quanti ricordi, troppi.

-Regina, va tutto bene?-la voce della mia dama mi riporta alla realtà. Ripercorro tutte le mie imprese, le mie vittorie e mi sento tornare giovane e raggiante: forse non sarò dimenticata, alla mia morte.

-Sì Beth va tutto bene-rispondo con un sorriso.

Giulia Angelini