Per Marco…

Caro Marco,

ieri è risuccesso. Durante la lezione. Ti spiego: faccio una domanda alla professoressa un po’ incoscientemente e lei mi risponde in modo sarcastico, penso scherzando. Tutti prendono quella risposta come un’offesa nei miei confronti, penso solo per il tono. Io non capisco.

Arriva l’intervallo. Io mi metto al solito posto, sempre quello alla fine del primo termosifone, lo stesso dell’anno scorso. Arrivano le miss della classe: Giulia, Roberta, Martina Collesi e Alicya. Non sono cambiate di una virgola né di carattere né di aspetto rispetto allo scorso anno.

Giulia, il capo della mandria, appoggiata dalle risate delle altre tre, mi insulta sulla domanda, per poi finire al mio aspetto e ai miei vestiti. Ancora non capisco. Rido. Sorrido. Capisco. Scappo in bagno.

Quella domanda di un quarto d’ora prima era ormai diventata un problema apparentemente insormontabile.

Dentro al bagno parlo dentro di me, mentre cerco di tenere impegnati i miei occhi a fissare la porta, forse per aspettare qualcuno che venisse in mio soccorso, provando a trattenere un pianto lungo e sconsolante.

Alle 14.00 finiscono finalmente le lezioni, che ho passato quasi completamente in bagno.

Tornata a casa chiedo a mia mamma cosa fare, ma lei non mi è stata tanto di aiuto, con il suo solito ‘non so…’ .

Adesso ti chiedo la stessa cosa che ho chiesto a mamma, ovvero di rispondermi dicendomi cosa fare…

Mi manchi sempre di più…

Aspettando tue risposte,

Ari.