MIELYNG E IL SUO ALBERO MAGICO

Nelle sperdute lande della Cina, dove fiorivano splendidi mandorli carichi di boccioli profumati, vivevano colonie di api.

Sul ramo di un mandorlo dai candidi fiori, c’era un alveare molto chiassoso, dove le api producevano raffinato miele.

Tra le api ce n’era una che si chiamava Mielyng: era un’ape operaia e amava i prati ricolmi dei fiori più gustosi dalle corolle variopinte.

Un giorno Mielyng volò spedita su un albero oramai germogliato a gustarne il nettare. Mentre era intenta nel suo lavoro una vocina la colse di sorpresa: “Buongiorno, che bello vederti ancora qui!” Mielyng rispose sconcertata:  Chi sei?…..c-c-che cosa vuoi?” La pianta rispose:

“Sono l’albero dal magico nettare. Devi sapere che dipendiamo l’uno dall’altra, è grazie a te se io vivo, è grazie a me se il vostro miele è così buono.”

“Non me ne sono mai resa conto! E’ stato un piacere conoscerti, ma ora devo tornare all’alveare, sta facendo buio … “

Dal prato, tra i ciuffi d’erba, una vespa mandarinia aveva ascoltato con interesse la conversazione tra i due. La vespa era anche chiamata ‘calabrone killer’ da quelle parti, perché uccideva la sua preda divorandola e masticandola per poi produrre una sostanza pastosa di cui nutrirsi. Il suo nome era Zzz Zeming ed era il calabrone più grande del mondo, misurava quasi cinque centimetri. Così quando Mielyng tornò all’alveare Zeming la seguì in silenzio, a distanza.

Giunti lì, Mielyng entrò a produrre il miele più zuccherino che si fosse mai assaggiato, mentre un’ape guardiana, dalla sua postazione di vedetta, avvistò Zeming che iniziò a volargli incontro.

Subito essa lanciò l’allarme e avvisò le altre api guardiane. Tutte erano pronte a combattere.

La vespa mandarinia sferrò l’attacco ma, le api senza esitare gli volarono addosso e lo accerchiarono.

Poi iniziarono a sbattere le alette con grande forza per arrostire il predatore.

Ma Zeming volò in alto e sfuggì con facilità e destrezza all’attacco.

Così si ritirò dalla battaglia, mentre le api gli gridavano dietro: “Sei più codardo di quanto ci aspettassimo!”

Erano felici ed esultanti che se ne fosse andato ma non sapevano cosa le aspettasse.

Dopo un po’ Zeming tornò, ma non era solo: dietro di lui seguivano altre vespe mandarinie, erano molto più numerose delle api, che si misero coraggiosamente in formazione: erano disposte alla morte pur di salvare il loro alveare.

Le vespe si buttarono in picchiata, erano furenti, non sopportavano di essere state sbeffeggiate dalle api e non vedevano l’ora di vendicarsi e di banchettare felici. Così quando furono abbastanza vicine le uccisero tutte staccando loro la testa a morsi e masticandone il corpo, producendo un vero concentrato di ape, gustoso e proteico.

E’ così che le povere api, compresa Mielyng, la più operosa di tutte, vennero sterminate … il loro alveare distrutto e saccheggiato di tutto quel prezioso e prelibato miele.

Simone Risponi Tommaso Trovarelli