La magia della matematica….

-Ragazzi, ho riportato le verifiche di matematica- cinguettò la professoressa Calamaretti agitando un pacco di fogli che iniziò a distribuire in ordine alfabetico. Peter era l’ultimo ed il suo cognome iniziava con la Z.

L’insegnante sorrideva a tutti congratulandosi per i bei voti ma, quando fu il turno di Peter, il suo sorriso scomparve ed i suoi occhi strabici di puntarono su di lui assumendo un’aria minacciosa .Il ragazzo pensava che gliel’avrebbe riconsegnato ma la Calamaretti, con un ghigno stampato in faccia ,si girò verso la classe sventolando un foglio sul quale era stato scritto un “quattro” a caratteri cubitali.

Era pur vero che lui non si applicava molto, ma il modo in cui veniva trattato dalla docente lo faceva ribollire di rabbia.

Fortunatamente in quel preciso istante la campanella suonò.

Peter aveva bisogno di andarsene ,di respirare aria pura .Non voleva rimanere un minuto di più in quella scuola, così ,veloce come il vento, corse fino ai boschi dietro l’istituto dove scoppiò a piangere ,distrutto da quella mattinata.

Vagò per ore, fino a perdersi. Fu costretto a fermarsi per fare ordine nei suoi pensieri: dove poteva andare? Si era perso? Poteva tornare a casa prima del tramonto?

Proprio in quel momento udì la voce di un’anziana che canticchiava allegra. ”Forse lei potrà aiutarmi.” pensò Peter speranzoso .S’incamminò in direzione della voce e si ritrovò davanti una casa assai bizzarra :era molto piccola ,di un legno color rosa confetto ,con le finestre fatte a forma di gatto ed il tetto composto da cannucce viola.

Si accorse della vecchietta chinata sui fiori, intenta ad annaffiarli, solo qualche minuto dopo.

-Oh, Peter, ti stavo aspettando .Su entra che ti devo mostrare delle cose…-disse con dolcezza, raggiante: era impossibile non accettare.

Il ragazzo la seguì, diffidente, fino alla porta. Quando l’aprì un’ondata di animaletti mai visti prima lo assalì saltandogli addosso. Notò con più attenzione che si trattava di animali fatti di cannucce e pezzi di carta variopinta.

-Questi sono i miei amici e ti aiuteranno con la matematica! -esclamò la vecchietta -Ah ,e comunque mi chiamo Minerva, piacere!- Peter venne condotto in una stanza con un grande tavolo al centro e una miriade di fogli e penne sparsi ovunque. -Ora ti mostrerò come trovare l’area della figura con questi buffi animaletti/tangram e poi passeremo alla matematica con i gattini/cannuccia.- sorrise Minerva.

Grazie a lei, Peter iniziò a capire il meraviglioso meccanismo della matematica: scoprì come trovare l’area di tutte le figure e come eseguire le operazioni complesse. Com’era bello osservare i gatti mentre si scomponevano fino a diventare un unico segmento!

Ad un tratto, però, sentì un forte dolore alla testa e tutto divenne nero…

Si risvegliò nella sua cameretta, con i capelli castani scompigliati e l’aria sorpresa: era stato tutto un sogno?

-Tesoro svegliati! Oggi ho il compito di matematica, non vorrai far tardi?!-la voce di sua madre gli giunse all’orecchio forte e chiara. Non si era mai sentito così preparato.

Finì immediatamente il compiti, grazie ai consigli di Minerva, e prese un bel voto. All’intervallo mostrò agli amici come usare il tangram e maneggiare le cannucce e tutti rimasero meravigliati.

La cosa più importante che accadde a Peter fu il nascere di una nuova consapevolezza, capire finalmente i “segreti” della matematica, considerandola una lingua universale. senza la matematica ed il contributo di grandi menti quali Archimede, Euclide, Pitagora, Fibonacci, Cartesio, Newton, Einstein e molti altri ,l’umanità non si sarebbe evoluta rimanendo prigioniera di poche verità e certezze.

Col tempo anche Peter divenne un matematico famoso in tutto il mondo, anche molto apprezzato.IL suo infallibile metodo non verrà mai dimenticato.

Granatiero Vicky e Angelini Giulia