IT’S TIME TO COOK!!! Un’intervista alla nostra professoressa di inlgese M. Giuseppina Rozzi

La nostra professoressa d’ inglese, la prof.ssa Rozzi ha avuto una fantastica idea:  quella di farci cucinare parlando in inglese!!!

Ha un modo tutto suo di far lezione, ci fa essere protagonisti di essa e per questo durante le sue ore non ci annoiamo mai.

Si può definire una professoressa ESPLOSIVA, ha delle idee stravaganti, belle e divertenti; anche le sue interrogazioni sanno essere particolari.

Per questo abbiamo deciso di farle un’intervista.

Come le è venuta l’idea di farci cucinare?

Ci sono diversi modi per imparare l’inglese: uno le canzoni e, vedendo i video della madre di Bastianich e visto che in quel momento stavamo studiando i cibi, ho avuto l’idea di farvi realizzare una ricetta in inglese e spero che vi sia piaciuta.

Noi la riteniamo una professoressa “esplosiva”, lei come si definisce?

Mi definisco semplicemente un’ insegnante, odio fare sempre le stesse cose perché mi annoio, non voglio che i miei alunni si annoino durante le mie lezioni.

Quando le è venuta la passione per l’ inglese? 

La mia vita è stata complicata, mio padre lavorava negli Stati Uniti e io mi sono trasferita lì a due anni per poi rimanerci fino ai sei. La prima lingua che ho parlato è stato l’inglese ed è stato tragico imparare l’italiano.

 Perché  ci fa offre spesso la cioccolata calda?

La cioccolata calda è una piccola grafitazione che faccio ai miei studenti. Non è tanto la cioccolata calda ma è tanto il gesto per ringraziare i miei alunni e dirgli “bravi”.

Da bambina avrebbe mai immaginato di insegnare inglese?

No, assolutamente no, volevo fare la coreografa o la sceneggiatrice, da piccola mi interessava l’arte e il cinema. Per questo avevo pensato di fare il liceo artistico che allora non c’era ad Ascoli;qui c’era solo l’istituto d’arte ma non era quello che volevo fare…

Dato che non voleva fare l’insegnante , quando le è venuta questa passione?

Amavo le lingue straniere e avevo la fortuna di avere mio padre che lavorava negli Stati Uniti e, vivere per un lunghissimo periodo fuori non era certo per tutti. Lì c’erano molte opportunità lavorative ma i miei genitori sentivano l’esigenza di tornare in Italia. È molto difficile conciliare sogni ed esigenze personali.